Didattica e Ricerca Scientifica

Fra le finalità di un Museo di Storia Naturale, oltre alla raccolta, conservazione, studio ed esposizione di esemplari naturalistici, hanno assunto nel tempo un’importanza sempre più rilevante la ricerca scientifica e la didattica. Oggi il Museo Craveri rappresenta un punto di riferimento nello studio naturalistico del territorio in particolar modo per gli aspetti Ornitologici, Botanici e Meteorologici. Dal 1976 coordina le attività regionali di inanellamento scientifico degli uccelli ed è oggi sede del Gruppo Inanellatori Piemontesi e Valdostani (GR.I.P.), a cui aderiscono la maggior parte dei ricercatori operanti in Piemonte e Valle d’Aosta, e della relativa banca dati che fornisce indispensabili conoscenze sulla biologia degli uccelli che nidificano o transitano in queste regioni e sulle loro rotte migratorie. Nel 1977 collabora alla realizzazione del primo Osservatorio Ornitologico Piemontese, sito nel Roero presso Cascina Serralunga di Baldissero d’Alba, e, mediante convenzione, vi continua a svolgere intense attività di ricerca scientifica e di didattica naturalistica non solo ornitologica. Continuando l’opera di Federico Craveri, altri importanti dati sulle caratteristiche del territorio circostante vengono forniti dalla raccolta di campioni di vegetazione che costantemente vanno ad aggiornare le collezioni di erbario e dalla Stazione Meteorologica, operante dal 1859, che è tra le prime in Italia per la continuità dei rilevamenti raccolti. Oggi la stazione, che continua a raccogliere dati su settimanali e mensili cartacei per lo più a scopo didattico, è completamente automatizzata e fornisce dati meteorologici in tempo reale direttamente alla locale sede della Protezione Civile.
Il reperimento e l’elaborazione dei dati integrano le collezioni di esemplari e, la loro pubblicazione su riviste specializzate, li rende fruibili al mondo scientifico. Il Museo Craveri è fra i fondatori, nel 1980, dell’Associazione Naturalistica Piemontese e coeditore, insieme al Museo di Scienze Naturali di Carmagnola e al Museo Civico Eusebio di Alba, della Rivista Piemontese di Storia Naturale.
Allo scopo di favorire una maggiore conoscenza degli aspetti naturalistici del nostro territorio anche al di fuori del mondo accademico, alla fine degli anni ’80 gli operatori e collaboratori del Museo, sollecitati dalle scuole locali, cominciano a porre maggior attenzione alla divulgazione scientifica e alla didattica. Nel 1990 nasce Ambiente, conoscerlo e difenderlo, un progetto di Educazione Ambientale e di Didattica delle Scienze Naturali indirizzato principalmente alle scuole elementari del Braidese. Da allora ai giorni nostri alcune decine di migliaia di studenti delle scuole di Bra e dei comuni limitrofi hanno partecipato ad una serie di esperienze didattiche, realizzate in classe, in museo, in laboratorio e principalmente sul territorio, finalizzate alla conoscenza degli aspetti naturalistici del vicino Roero e delle zone umide del Braidese (Rii di Cherasco e fiumi Stura di Demonte e Tanaro).
Nel 1997 il museo diviene sede del Laboratorio Territoriale Bra-Alba nell’ambito della Rete Regionale di Educazione Ambientale.
Grazie ad un finanziamento della Regione Piemonte, nel 2004, il museo si arrichisce di un Centro di Esperienza per l’Educazione Ambientale (CEA), un’indispensabile struttura di supporto per il completamento e l’ampliamento delle attività didattiche svolte sul territorio, costituito da un attrezzato Laboratorio di Ecologia e da una stazione scientifica sperimentale, situata nel Roero, denominata Area di Didattica Naturalistica del Bosco Crociato a cui si aggiunge, nel 2008, la realizzazione, in un ala del giardino del museo, dell’Area Didattica di Orticoltura Biologica.